Se si domanda a Tizio, che non ha mai studiato il cinese e conosce bene solo
il dialetto della sua provincia, di tradurre un brano di cinese, egli molto
ragionevolmente si meraviglierà, prenderà la domanda in ischerzo e, se si
insiste, crederà di essere canzonato, si offenderà e farà ai pugni.
Eppure lo stesso Tizio, senza essere neanche sollecitato, si crederà
autorizzato a parlare di tutta una serie di quistioni che conosce quanto il
cinese, di cui ignora il linguaggio tecnico, la posizione storica, la
connessione con altre quistioni, talvolta gli stessi elementi fondamentali
distintivi. Del cinese almeno sa che è una lingua di un determinato popolo
che abita in un determinato punto del globo: di queste quistioni ignora la
topografia ideale e i confini che le limitano.
-- Antonio Gramsci, _Passato e presente_, quaderno 15, § 21